12 ottobre 2008

Tokyo/Nikko - Day 16/17 (extended version)

Dopo la pausa forzata (dal troppo girovagare, ihihihihihhhihh) riprendo da dove avevo interrotto il sedicesimo giorno di permanenza in Oriente, dal momento del nostro arrivo nella capitale.

Se qualcuno volesse mai provare come si sente una caccola sparata nello spazio, gli consiglio di provare la Metro di Tokyo alle sei del pomeriggio. Ho detto tutto.
Siamo arrivati con molta facilità nel nostro miniappartamento di Shinjuku, situato vicino alla stazione e quindi comodissimo. Siamo al dodicesimo piano, accomodati in 20 metri quadri superaccessoriati: tv color Sharp, impanto di amolificazione Bose, lettore DVD, microonde, lavatrice/asciugatrice.... c'è pure l'asse del water riscaldata! La cosa bellissima della nostra sistemazione è che i miniappartamenti si trovano in un grattacielo di 32 piani e all'ultimo piano cosa c'è? La Sky Lounge, una specie di salotto supertrendy con vista mozzafiato sulla città completo di pianoforte a coda Yamaha. In pratica tutte le nostre "serate mondane" finiscono lì, a contemplare dall'alto in camera questa città incredibile prima di tornare in camera.
Dicevamo....: depositati i bagagli, i miei capricci gastronomici - voglio provare TUTTE le specialità locali - ci hanno portato in un bel ristorantino "stile giapponese", ossia via le scarpe e seduti sul tatami, dove abbiamo sbafato un tempura perfetto: croccante, caldissimo e per nulla unto. Una vera delizia!


Finita la cena abbiamo deciso di visitare 'sto benedetto Kabuchiko, il quartiere a luci rosse. Io chissà cosa mi immaginavo - ambienti sordidi, occhiate lascive, corpi esposti - e invece... Gente, luci colorate, neon, musica, nomi equivoci di locali; poi però, guardando bene, ti accorgi che è pieno di ragazzotti vestiti in giacca e cravatta che reggono dei faldoni contenenti foto di VISI di donne. Questi P.R. del peccato avvicinano solo asiatici: forse hanno capito che per gli occidentali non sia poi una gran trasgressione una ragazza vestita da eroina dei manga.
Il quartiere dove siamo alloggiati mi è sembato nel complesso molto bello e vitale (meno sofisticato di Ginza e meno fighetto di Shibuya) ed è molto divertente passeggiare per le strade illuminate a giorno dai neon.

L'indomani siamo stati svegliati da un bellissimo sole.


Abbiamo perciò deciso di visitare l'ultima meta "spirituale" della vacanza: Nikko. Eravamo tutti contenti perchè, per una serie di coincidenze, eravamo arrivati con mezz'ora di anticipo a destinazione (ci vogliono più di due ore da Tokyo) quando siamo cascati sull'ultimo: fuori dalla stazione -per la prima volta- abbiamo preso l'autobus sbagliato a causa delle indicazioni fuorvianti e siamo finiti fuori rotta di un paio di chilometri. Il bello è che dalla stazione al centro c'era solo un chilometro e mezzo!! Così, gambe in spalla, abbiamo mandato a farsi benedire gli autobus e ci siamo fatti i nostri 2+1,5 km a piedi. Il guaio è che la nostra sicurezza aveva spinto anche un paio di turisti spagnoli a seguirci. Penso che ci abbiano maledetto tutto il giorno: lei era piuttosto corpulenta e faticava come un mulo, l'ultima volta che l'ho vista era una maschera di sudore (e io ho evitato di incrociare il suo sguardo).
Il paesello è carino ma dopo aver visto Kyoto e Nara non ci ha emozionato particolarmente. La cose migliori:
1) La sosta in un ristorante consigliato dalla Lonely, dove non abbiamo mangiato particolarmente bene (spiedini di pollo con pelle annessa) ma abbiamo sghignazzato leggendo i bigliettini appiccicati da tutte le parti (molti in italiano).


2) Il Tosho-gu, un imponente mausoleo (poi espanso in santuario) di Ieyasu Tokugawa, il fondatore dello Shogunato che ha regnato per 250 anni nell' epoca Edo. Il complesso è molto famoso per via di alcuni dei fregi in legno che lo decorano, in particolare quello che rappresenta degli elefanti (ma l'autore NON aveva mai visto un elefante) e quello con le tre scimmiette che illustrano i tre principi del buddismo Tendai.


Alle due, un po' per la stanchezza un po' per la minacciosa nuvola nera che aveva fatto capolino dietro la collina, abbiamo deciso di riprendere la via di casa. Shinjuku? No, Ginza! Siamo scesi nel cuore della Tokyo riccona e subito abbiamo provato l'ebbrezza dell'attraversamento pedonale "tutti contro tutti": in alcuni incroci particolarmente trafficati ci sono le righe di attraversamento anche in diagonale e l'effetto di trovarsi in mezzo a questa baraonda è simile al lasciarsi portare dalla corrente.


Siccome aveva inziato a piovere ci siamo riparati in un edificio "a caso", il Sony Building, dove per un'oretta abbiamo gironzolato tra fotocamere, videocamere, lettori mp3 e via discorrendo. Abbiamo visto per la prima volta uno schermo OLED, spesso pochi millimetri. Paolo ci ha lasciato il cuore ma era grande come un'agenda e costava 1600€.
Dopo una cena a base di gelato al tè verde e una breve passeggiata tra i negozi di Gucci, Pucci, Armani, Dior siamo ritornati a casa per riposarci in vista della levataccia dell'indomani (sveglia ore 5:30).

1 commento:

Anonimo ha detto...

Crudele lontananza quella tra me ed il gelato al tè verde :(

Godetene voi che potete!