12 ottobre 2008

Tokyo - Day 18 (extended version)

Questa è stata la giornata più impegnativa dal punti di vista fisico da quando siamo a Tokyo. A fine giornata avevo i piedi che mi fumavano.
Come già detto, sveglia prestissimo per andare a vedere le aste dei tonni al Tsukiji Fish Market. La città di mattina è spopolata e la metro vuota ha un'aria molto irreale.


Arrivati sul posto abbiamo scoperto che
a) Le aste sono state chiuse al pubblico per i troppi turisti rompiballe (al mercato lavorano tutti come dei matti e se li intralci anche per pochi secondi ti mandano a quel paese nella loro lingua)
b) Per i tonni non c'era più niente da fare


Allora abbiamo girellato, cercando di non farci schiacciare dai muletti che sfrecciano come dei pazzi per portare il pescato da una parte all'altra, infilandoci tra i banchi al dettaglio. E chi l'avrebbe mai detto, io al mercato del pesce alle sette di mattina :-D!


Quando abbiamo deciso di uscire dall'area erano le otto e anche per i lavoratori era tempo di colazione. La scena era piuttosto surreale: nei baretti improvvisati (pulitissimi nella loro ruspanteria) c'era il pieno di lavoratori con il naso nella zuppa e la bocca piena di ramen col maiale, proprio come li vedi nei cartoni animati.
Abbiamo poi fatto un salto a Ueno, il quartiere dei musei e della cultura ma arrivati davanti al Museo Nazionale abbiamo scoperto che avremmo dovuto pagare (mentre per la Lonely doveva essere il giorno a ingresso libero) e così abbiamo fatto in modo che la cultura ci passasse vicino senza catturarci :-D

[To be continued.....(è notte fonda!)]

Sto scrivendo dal volo di ritorno, uno dei peggiori della mia vita. Non tanto per il viaggio in sè quanto per la compagnia: davanti abbiamo due persone che hanno abbassato il sedile e non l'hanno più alzato (e ora sto scrivendo col Pc aperto ad angolo acuto) e nel corridoio, accampate in terra davanti ai bagni, la sezione femminile di una squadra di wrestling ucraina!!!

Dicevamo.... dopo la delusione del Museo Nazionale e datosi che pioveva, abbiamo deciso di tentare con l'Edo-Tokyo Museum, secondo la Lonely il migliore della città. Appena scesi alla fermata più vicina ci siamo accorti di qualcosa di strano: sulle pareti della stazione campeggiavano poster di lottatori di sumo e sparsi per i vicoli comparivano statuette raffiguranti scene di lotta. Di lì a poco abbiamo scoperto che eravamo capitati nel quartiere che ospita lo Stadio di Sumo e che era in corso qualche manifestazione: c'era una fila inverosimile che aspettava di entrare o di comprare il biglietto (da 9000 a 60000 yen) e quello che mi ha più colpita è che c'erano molti disabili e schiere di vecchiette/i - ho visto addirittura un nonnino con l'ossigeno :-D - arrivati con i pullman speciali.
Non vi dico che impressione quando ho avvistato i primi due lottatori, seduti sugli sgabelli di un locale che sgrufolavano nelle loro ciotole. Anche da fuori mi sono potuta rendere conto che una schiena delle loro faceva due delle mie. Poi ne abbiamo incrociati altri, tra cui anche un paio di occidentali, che passavano sul marciapiede spartendo la folla :-)


Devo dire però che me li aspettavo più vecchi: in realtà su quei corpi giganteschi era montato un visino da ragazzini.... e poi con la yukata colorata e il codino tirato su erano proprio pittoreschi.
Arrivati davanti al Museo ci siamo resi conto di non avere più contante (in Giappone la carta di credito la accettano di rado) e così, mentre Paolo andava sotto la pioggia alla ricerca di un bancomat, io ho potuto assistere all'addestramento antincendio di tre tizi, proprio nella piazza antistante l'ingresso. Uno spasso: un ometto ben vestito impartiva gli ordini e 'sti tre sfigati marciavano, si facevano il saluto militare, correvano attorno agli estintori... manco fossero un corpo dell'esercito!
Entrati infine nel museo, abbiamo scoperto con gioia che esiste un servizio guide gratuito e ne abbiamo chiesta subito una: ci hanno assegnato un signore - esperto informatico - che per hobby fa la guida in inglese: eravamo soli e ci ha illustrato tutti i dettagli su fogne e ponti dell'antica Edo, riempiendoci di dettagli tecnici da bravo scienziato. La visita è stata molto interessante e il museo è davvero ben allestito, merita senz'altro una visita.

[NOTA: la nostra guida ha messo sul suo sito personale, che è molto interessante perchè spiega passo passo tutte le cose che si possono vedere nel museo. Noi siamo nella sezione "visitors" in data 11 Ottobre 2008]

Usciti a ora di pranzo, ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una festa di quartiere: c'era l'esibizione dei tamburini, le "vecchiette" che danzavano, le bancarelle.... Visto il tempo incerto - ma in via di miglioramento - abbiamo optato per un pranzo al chiuso sotto la ferrovia. E intendo davvero SOTTO la ferrovia: il locale era stato ricavato tra le arcate del ponte ferroviario e mangiando la nostra ottima carne alla piastra sentivamo i treni che ci partivano sopra la testa :-)
Nel pomeriggio ho deciso di far contento Paolo e l'ho portato ad Akihabara, nella "Città elettrica". Purtroppo i prezzi non sono convenienti (attualmente) ma la quantità di negozi e articoli in mostra è davvero allucinante.


Il distretto è popolato di nerd e turisti nerd (come noi :-)) che si trascinano da un negozio all'altro alla ricerca dell' affarone o dell'ultima novità. La cosa più bella però è stata entrare in una vera sala giochi della Sega, dove abbiamo avuto la misura di quanto sono avanti e di quanto sono pazzi i giapponesi: giochi super avveniristici in cui ci si può muovere spostando delle carte su uno schermo sensibile, videogiochi col touch screen, simulatori in cui si può pilotare Gundam dall'interno del suo cervello, giochi in cui si pianifica la strategia a gruppi... Il gioco che ci ha lasciati più basiti però è stato l'ippodromo :-D C'erano tante cabine, una per ogni cavallo, e su un maxi schermo venivano proiettate le gare: chi giocava era al contempo scommettitore e fantino e il suo compito principale era impartire le giuste sferzate alla bestiola virtuale :-D Incredibile!
Verso le cinque è stato Paolo a far contenta me: mi ha portata a Ebisu alla ricerca dei jeans Evisu. E io che pensavo che comprare una cosa nel paese d'origine facesse risparmiare! Sciocca! Saggiamente ho deciso di non comprare un paio di jeans che per poco non sfondavano il tetto dei 200€ senza capricci ;-P
A bocca asciutta tutti e due, ci siamo consolati entrando a caso in un ristorante shabu-shabu (carne di diverso tipo immersa in un brodo con le verdure) e abbiamo mangiato davvero davvero bene.


Siccome era ancora relativamente presto, abbiamo deciso di spostarci a Shibuya, il quartiere dei giovano trendy: l'attraversamento di Shibuya Crossing alle otto di sabato sera è qualcosa che non dimenticherai mai... Un fiume di gente, luci, rumore, risate.. per un attimo mi sono fatta prendere dall'atmosfera e sono tornata sedicenne.
Rapido giro dei negozi - quelli di dischi sono fornitissimi! - e poi via verso l'ultima tappa, l'osservatorio sulla torre del Metropolitan Government Office di Shinjuku.


La vista è spettacolare ma l'ambiente non è per niente raccolto perciò, tornati a casa, siamo saliti fino al 32-esimo piano per scoprire che era in corso un party privato ;-(
E' stata davvero una lunghissima e densissima giornata: siamo crollati non appena abbiamo visto il letto.

1 commento:

Unknown ha detto...

Appetitoso il pesce...noi per consolarci(per la mancanza)ci facciamo una bella carbonara!!!M&P