Nonostante la pioggia, il castello è davvero incantevole, non per niente viene anche chiamato l’“Airone bianco”. Dalla stazione non ci vogliono più di dieci minuti a piedi e per visitarlo bastano un paio d’ore abbondanti, perciò consiglio vivamente Himeji come tappa intermedia di un trasferimento più lungo. In stazione è anche facilissimo depositare i bagagli grossi – noi avevamo paura di non trovare un armadietto abbastanza grande – e se piove si può raggiungere il castello passando dalle gallerie coperte, parallele alla strada principale.
Abbiamo visto e fotografato il castello da tutte le angolazioni, visitandolo senza fretta.
Se non avesse piovuto ininterrottamente avremmo visto volentieri anche i giardini ma tra il freddo e l’acqua che mi ha inzuppato i jeans ci è passata la poesia e abbiamo preferito riscaldarci con un piatto di udon in un posto consigliato dalla Lonely.
Altra ora di treno ed eccoci arrivati ad Hiroshima, sempre sotto la pioggia battente.
L'albergo è piccino ma trendy-lussuosetto e la camera è un microbo iperaccessoriato. Quando finiamo di sistemarci sono le sette passate e decidiamo di uscire a cena presto per poi fare una passeggiata in centro. Causa freddo&maltempo (anche se sembra che abbia smesso di piovere) abbiamo visto solo l' A-Dome illuminato: impressionante e toccante.
Sayonara!
1 commento:
Complimenti per il reportage.
Saluti dalla Famiglia Polzinetti
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