Dopo il primo tratto Nagoya-Toyota dovevamo infatti cambiare bus e prenderne uno della linea urbana locale; mentre stavamo cercando di capire se eravamo alla fermata giusta, ci è venuta incontro una signora chiedendo dove eravamo diretti, quindi si è messa a ripetere ad alta voce "Toyota Kaikan?" finchè ha trovato un altro passeggero che si dirigeva lì e dopo avergli chiesto di accompagnarci ci ha affidati a lui. Il tizio, un cinquantenne distinto, parlava un perfetto inglese e quando ha scoperto che venivamo dall'Italia e che stavamo andando a fare una visita all'impianto della Toyota ci ha chiesto se stavamo scherzando :-) Comunque nello scendere dal bus mi sono girata a ringraziare la signora e lei dall'ultima fila stava già sventolando le manine per salutarci... anche dopo che l'autobus è ripartito ci stava ancora sorridendo dal finestrino, contenta di averci aiutato. Anche il signore distinto è stato molto gentile, ci ha portati fino all'ingresso della Hall e poi, siccome era ancora chiuso, ci ha accompagnati da Starbucks a prendere un caffè.
Alle dieci siamo entrati nel padiglione espositivo, dove abbiamo potuto vedere macchine che in Italia non circolano, nuovi prototipi, l'esibizione del robot-trombettiere e dell' auto monoposto e lo stato dell'arte nella ricerca e sviluppo sui combustibili alternativi.
Credevamo di essere in pochissimi a visitare lo stabilimento vero e proprio invece - purtroppo - con noi c'era una comitiva caciarona di gente che parlava lo spagnolo: abbiamo visto il reparto saldatura (che impressione tutti quei robot!) e il reparto assemblaggio, dove lavoravano tutti come matti.
Grazie ad un colpo di genio di Paolo siamo riusciti a prendere l'autobus di ritorno prima del previsto e siamo tornati a Nagoya per le due, dove abbiamo mangiato in un ristorante famoso per gli ottimi tonkatsu (cotolette di maiale) e kushikatsu (spiedini fritti di carne di maiale): mmmmmmmmmmmhhh buoni!!!
Per arrivare al ristorante, però, ho fatto la mia solita figura barbina. Il posto era all'interno del centro commerciale situato in una delle due torri che sovrastano la stazione, perciò decidiamo di arrivarci con l'ascensore. Come si spalancano le porte esce una tipetta in divisa verde acqua con tanto di cappellino e guanti bianchi che fa un inchino e ci invita a salire ed inizia la tirata di benvenuto. Fin qui niente di stranissimo.... però in tutti i piani in cui ci fermiamo si ripete la stessa storia: lei mette la testa fuori, fa l'inchino e ripete la litania anche se non c'è nessuno da caricare, poi rientra e annuncia qual'è la fermata successiva....Non sta mai zitta insomma, sempre con aria affabile e cortese, voce impostata e sorriso stampigliato. Io e Paolo stavamo già ridacchiando sotto i baffi.
Ma il momento culmine è stato quando è avvenuto IL CAMBIO DELLA GUARDIA!!! Si spalancano le porte, di fronte a noi c'è una tizia in divisa uguale alla precedente. Segue il solito invito a salire nell'ascensore, poi le due si scambiano postazione facendosi vicendevolmente l'inchino ed iniziano a muoversi come se fossero due immagini specchiate. Come per magia si girano verso i presenti (una decina di persone) e ALL'UNISONO dicono qualcosa e si inchinano verso di noi, neanche fosse un balletto. Si chiude il sipario e l'ascensore riparte.... e qui non ce l'ho fatta più, sono scoppiata in una risata fragorosa, facendo girare tutto l'ascensore. Paolo ha tentato di tapparmi la bocca ma ero scossa da singulti e con le lacrimone e non riuscivo più a respirare.
Ma - porcamisera - eravamo solo al terzo piano e noi dovevamo arrivare fino al nono!!!!!!!!!!!!!!!!! Per tamponare la figuraccia Paolo mi ha spinta nell'angolo e coperta con lo zaino e ha fatto finta di leggere il depliant che aveva in mano; a un certo punto ho sentito che mi ha tirato una gomitata ma non c'era più niente da fare: quando siamo usciti avevo le lacrime a mezza guancia e il trucco irrimediabilmente colato.
Non vi dico con che spirito ho ripreso l'ascensore per scendere......
Nel pomeriggio inoltrato siamo ripartiti per l'ultima tappa di questo meraviglioso viaggio: Tokyo, per la precisione Shinjuku, il quartiere dei divertimenti, dello shopping e della via a luci rosse più famosa del giappone ;-).
Le ultime news dopo.... ora siamo a TOKYO!!
Ma prima, per la par condicio, posto anche una fotina di Nagoya.
3 commenti:
Mi sono immedesimata tanto che mi sto immaginando Luciano con cappellino e divisa verde acqua e guantini bianchi...
Accidenti ragazzi...mi sembra di tornare indietro di un anno leggendo il racconto! grazie...
@Ornella
ihihihiiihihi ^__^ Sarebbe proprio carino!
@Michele
Noooooooooo! Indietro di un anno no!!! Ti ricordo che non saremmo ancora laureati :-)
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