Ieri mattina, contrariamente ad ogni previsione, è spuntato il sole - malaticcio e capriccioso - e la temperatura si è alzata. Dopo cinque minuti che eravamo fuori casa abbiamo dovuto rassegnarci a togliere giacche e maglioncini perchè stavamo andando a fuoco :-)
In mattinata avevamo schedulato la visita al Parco della Pace e al Museo relativo, passando a riguardare l' A-Dome con la luce del sole. Mentre stavamo gironzolando siamo stati avvicinati da uno delle guide volontarie che si assumono il compito di spiegare e tramandare gli avvenimenti del 6 Agosto 1945. Mito, la nostra guida, ci ha fatto vedere il suo tesserino di hibakusha (sopravvissuto) di 4° livello: sua mamma, anche lei sopravvissuta, era al quarto mese di gravidanza quando è esplosa la bomba. Con lui ci siamo recati in due posti che nessuno va mai a visitare: il punto dell'ipocentro e un piccolo cimitero molto vicino in cui si possono vedere chiaramente gli effetti del calore della bomba.
Dopo aver sentito i racconti di Mito ci siamo diretti nel cuore del Parco, progettato negli anni 50 da Kenzo Tange; se non fosse un posto così drammatico sarebbe un bellissimo parco. Abbiamo visto il Cenotafio, la fiamma eterna, il Monumento per la pace dei bambini - ispirato alla storia di Sadako - dove una scolaresca stava portando le proprie gru di carta da aggiungere alle migliaia già appese.
Il Museo, molto toccante, è davvero ben fatto: ripercorre gli avvenimenti storici prima e dopo l'esplosione, ne spiega gli effetti, riporta testimonianze e reperti, il tutto nell'ottica della memoria affinchè il dramma non si ripeta.
Per risollevarci il morale, attorno all'ora di pranzo ci portiamo verso il porto di Miyajimaguchi, dove Paolo si pappa delle specie di wurstel fritti di pesce+verdura+bacon a suo dire buone (ma pesantine....).
Da qui pigliamo il traghetto e in men che non si dica siamo nell'incantevole isoletta di Miyajima, celeberrima per il gigantesco torii (O-torii) rosso che spunta dall'acqua.
In teoria ci sarebbero templi ed altre attrattive da visitare ma optiamo per un salutare riposo, seduti in riva al mare a guardare i cerbiatti e la marea che sale attorno al tempio di Itsukushima e all'O-torii.
Ah! Nel tempio galleggiante c'era un altro matrimonio; stavolta lei non aveva il vestito iper-tradizionale con la cofana ma uno splendido kimono....e i turisti facevano a gara per farsi fotografare con gli sposini.
Nel pomeriggio inoltrato torniamo in albergo, dove Paolo si è lanciato nell'utilizzo di lavatrice e asciugatrice con ottimi risultati ;-)
Per cena, siccome ci troviamo nella patria dell'Hiroshima-Okonomiyaki (okonomiyaki ricoperto di soba/udon), indovinate cosa ci pappiamo? Andiamo in un "localaccio" di quelli dove ci si siede tutti insieme e si mangia guardando i cuochi (anche se noi abbiamo un tavolino tutto per noi), in compagnia di alcuni impiegati con le cravatte allentate e di squinziette ridanciane. E' stato divertente anche se ho avuto un po' di problemi con le bacchette a sezione rettangolare e a metà cena mi sono innervosita perchè non riuscivo ad ingozzarmi come avrei voluto.
Prima di andare a nanna però facciamo un'ultima visita al Parco per dire una doverosa preghiera davanti alla fiamma e poi torniamo nel nostro ipertecnoalbergo a riposare per la tirata dell' indomani.
1 commento:
"La vita non sarà piu' la stessa dopo che il vostro passaporto sarà stato timbrato"
Graham Greene
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