17 aprile 2009

Páscoa em Portugal

La Domenica di Pasqua per noi è durata 25 ore.
Sì, perché abbiamo puntato la sveglia alle otto, ci siamo alzati, docciati, vestiti, fonati e alle 9.45 eravamo già sotto la finestra di Franci a fare le voci per dirgli di scendere visto che avevamo appuntamento alle 9,30 e che alle 10 c'era la Messa. Lui, bello bello, si è presentato alle 10 in punto.
C&P, un po' piccati: “E’ un po’ tardino per arrivare alla Messa delle 10….!”
F: “Ma cosa state dicendo?!?”
C&P, in coro: “Sono le 10 proprio adesso! Di sicuro staremo fuori”
F: “Fermi tutti, voi siete fuori! Ora solo le NOVE!”
P, guardando l’orologio da polso: ”No, sono le die…..le nove???!!!”
C, dubbiosa: “TMa sai che forse messo la sveglia all’orario italiano…. Ecco perché avevo così sonno stamattina!”
P: “Cosa ti avevo detto io? ‘Cambia l’ora anche al cellulare che se no facciamo casini’ @@#§§!!!”
C: “Ma scusa, hai guardato l’orologio duecento volte per ricordarmi - ogni due minuti - che ero in ritardo sulla tabella di marcia e non ti sei mai accorto che eravamo sfasati di un’ora in avanti??”
P: “Ma…”
F: ”Ragazzi, dài, oramai è fatta… Approfittiamone per andare a fare colazione!”
Il pensiero di un pastel tiepido e di un caffezinho pingado ci ha subito rimessi tutti d’amore e d’accordo; abbiamo rivissuto l’ora tra le nove e le dieci comodamente seduti in un bar del centro cittadino in attesa di spostarci verso la Chiesa di Santa Cruz.
Dopo la Messa, vista la meravigliosa giornata, abbiamo deciso di prendercela comoda (come dei veri portoghesi!) e siamo stati a passeggiare lungo le rive del Mondego, il fiume che attraversa la città.


A mezzodì c’è stata la teleconferenza a reti unificate con l’Italia per salutare tutti i parenti riuniti a festeggiare la Pasqua a suon di prelibatezze casalinghe dopodiché, finalmente, abbiamo iniziato a cucinare.
‘Na vera traggedia!
Per prima cosa ho costretto Franci a disinfettare il forno nel quale, qualche giorno prima, avevano infilato il gatto della loro padrona di casa [contornato da patate] per farle uno scherzo (!!!). Dopodichè è stata una lotta tra noi, gli unici due fornelli del gas ancora funzionanti, il broccolo che non si voleva lessare, l’acqua che non voleva bollire, il forno che non si voleva scaldare, la salsiccia che non si voleva soffriggere.


Alla fine abbiamo vinto noi e all’alba delle 15.30 in tavola sono arrivate sia la pastasciutta che le verdure al forno, il tutto doverosamente innaffiato con squisiti nettari locali (il Porto bianco….. mmmmmmmmhhhh!). Quasi dimenticavo, anche Odete – la gestrice degli appartamenti dello stabile nonchè proprietaria del gatto – ha fatto la sua parte regalandoci una pentola di minestra e un vassoio di arroz doce alla cannella! E’ proprio una brava “vecchietta” (ha più di settant’anni ma ha lo stesso spirito di uno studente Erasmus ;-)).
Franci e la sua cricca sono davvero simpatici: abbiamo riso un sacco e per qualche ora ci siamo dimenticati di essere due austeri (:-D ahhahahahaha, non ci crede nessuno!) dipendenti pubblici.
Nel pomeriggio io e Paolo abbiamo fatto una cosa che sognavamo di fare da tempo: abbiamo trovato una panchina al sole e ci siamo acciambellati a leggere ciascuno il proprio libro…. E così siamo rimasti fino alle sette e mezza di sera: è stato bellissimo e molto rilassante, l’arietta era fresca ma avvicinandoci e gonfiandoci come due passerotti sul ramo siamo riusciti a resistere.


Per cena, più per curiosità che per fame, siamo stati ad un ristorante alentejano in cui Paolo ha potuto riassaggiare il “Porco all’Alentejana” di cui tanto mi aveva parlato.


Il Lunedì di Pasquetta ci siamo separati (non senza un po’ di dispiacere) dal mio fratellino: prima siamo andati a far colazione insieme (dove sono riuscita a scheggiarmi impercettibilmente un dente nell’addentare un pastel) e poi l’abbiamo accompagnato al Polo II (la sede di Ingegneria). La nostra fantastica automobile, che probabilmente non aveva mai sopportato la presenza contemporanea di tre passeggeri e due valigie da venti chili a bordo, ha avuto il coraggio di spegnersi salendo sopra un dosso: si è fermata con due ruote sopra il dosso e due sulla strada emettendo un rantolo poco rassicurante.
Per sottolineare il momento un po’ tristolotto dell’arrivederci ha iniziato anche a piovere, una pioggerellina vaporizzata e insistente che ci ha funestato tutta la giornata.
Per stasera è tutto, rimando la cronaca della visita di Lisbona ai prossimi giorni. Ma prima.......:


2 commenti:

Unknown ha detto...

Siete sempre i miei "bambini" preferiti....e mi fate sempre commuovere! un bacione,Mamy

Anonimo ha detto...

ciao leggo spesso il tuo blog e mi sono chiesto perchè non aggiungere il tuo blog ai miei link
spero che anche tu mi aggiungerai ciao ciao
http://all-technology2009.blogspot.com/ (mettilo sotto nome di all technology 2009)