La mattina seguente sveglia prestissimo per approfittare dell'acqua bem quente della doccia e poi via a far colazione.
Nel reperto fotografico, il reuccio che si affaccia dal suo balcone per salutare la corte.
Tra l'altro, nottetempo, in camera di mio fratello è comparsa una misteriosa boccia con tre pesci rossi che non abbiamo ancora capito come sia arrivata lì tutta integra.
Al bar ci siamo mangiati con estremo gusto il primo pastel de nata dal nostro arrivo; la mia ingordigia mi ha spinta a rincarare la dose assaggiando anche un pastel tentugal (mandorle, miele, uovo e non so cos'altro avvolti in una specie di fillopasta), buono ma con riserva.
Siamo giunti all'appuntamento con Francisco e Ana (i due tripeiros, come sono soprannominati gli abitanti di Porto) all'Alfandega di Porto dopo un'ora e mezza di auto: lui è un collega di Paolo che ho già visto un paio di volte ma sua moglie non l'avevo mai incontrata. Giusto il tempo di salutarci e si sono aperte le cateratte: il diluvio ci ha costretti ad entrare in un bar sul lungofiume (Ribeira) in attesa che spiovesse un pochino.
E qui si è compiuto il miracolo: dopo i primi minuti di cautela, Franci ha iniziato a parlare (in un portoghese spigliato e sportivo) coi nostri ciceroni locali, confrontandosi sui diversi usi&costumi di Italia e Portogallo e non ha più smesso di tener banco fino a sera! Sono rimasta decisamente ammirata! E pensare che da bambino era timidino e scontrosetto :-D
Adesso l'abbiamo incoronato il nostro P.R. personale. Io, mais o meno, capisco il portoghese ma non lo so parlare, Paolo capisce tutto e parla il portoghese un po' "slandro" del Brasile ma Franci ieri ha dato davvero spettacolo: politica, architettura, sport (calcio), educazione, non c'era argomento in cui non si lanciasse in argute osservazioni e battute simpatiche. E' riuscito perfino a parlare del suo cavallo di battaglia, il suo amore incondizionato per la catena locale di supermercati Pingo Doce :-) Francisco e Ana l'hanno anche invitato ad andare a casa loro in una futura visita a Porto in cambio di una pastasciutta italiana cucinata come si deve.
Comunque.... dopo una mezz'ora il tempo è decisamente migliorato e ci ha convinti ad uscire all'aperto. Questione di minuti e un sole battente ha cacciato tutte le nuvole permettendoci di visitare i posti più interessanti della città con l'ombrello chiuso in borsa! Porto, soprattutto col sole, è davvero magnifica: alterna scenari da ricca Europa del nord a quartieri tipici della città di mare. I colori decisi e i volti della gente non fanno che aggiungere fascino al fascino.
Ad ora di pranzo abbiamo attraversato in auto il famosissimo ponte sul Douro progettato -sembra- da un allievo di Eiffel e siamo passati a Gaia. Da questo lato del fiume la vista della città vecchia che si sviluppa sul colle è davvero magnifica, da cartolina. Proseguendo lungo la costa siamo stati a mangiare dell'ottimo pesce (polipo e seppie grigliate) in un ristorante in riva all'Oceano in una zona dove i turisti non arrivano mai. Per il caffè ci siamo diretti alla Casa do Cha, un bar di altissimo interesse architettonico progettato dall'architetto Siza Vieira nel 1958.
Bere il caffè dentro un pezzo di storia dell'architettura dotato di finestre a picco sul mare mentre si guardano le onde dell'oceano è un'esperienza che consiglio a tutti.
Infine siamo ripartiti di Guimaraes: proprio durante uno spostamento in auto, dopo che Francisco si è scusato per averci fatto sobbalzare di paura per una manovra azzardata in una via non propriamente spaziosa, Franci se ne è uscito con un "Ho finalmente trovato l'aggettivo più adatto per quando mi chiedono com'è il Portogallo: STRETTO". In ogni caso ci sentiamo di sottoscrivere la diceria secondo cui i portoghesi guidano sempre come se fossero dei ladri d'auto inseguiti dalla polizia :-D
La cittadina di Guimaraes è deliziosamente abbellita da curatissimi giardinetti fioriti. Il sole ha retto bene quasi tutto il pomeriggio quindi abbiamo potuto passeggiare nella solenne atmosfera medioevale che aleggia in questo antico borgo perfettamente mantenuto. Le facciate dei palazzi storici sono quasi tutte restaurate e dai colori decisi e il castello, circondato da un parco ben tenuto, era pieno di persone che come noi si godevano il tiepidino di questo insperato e inaspettato sole.
Tornando a Porto siamo anche passati davanti all'edificio della Casa da Musica che oramai era chiusa: mi sarebbe davvero piaciuto visitarlo ma lascerò questo desiderio per la prossima volta che verrò ;-). Per tornare a recuperare la macchina per il rientro siamo anche passati in una zona costiera residenziale molto bella che nemmeno Franci aveva mai visitato.
Un'ultima nota fondamentale: i portoghesi, quando si avvicianano per dare il bacio del saluto, inclinano la testa a sinistra, esattamente all'opposto che in Italia. Lo dico perchè da quando siamo arrivati ho già rischiato un paio di frontali decisamente imbarazzanti.
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