11 aprile 2009

Sono arrivati i rinforzi!

Secondo giorno di permanenza. 
Sono circa 36 ore che siamo arrivati, abbiamo già visto un sacco di cose e i suoni degli indigeni iniziano a diventare (quasi) familiari.
Il viaggio non è iniziato bene: a Malpensa sono entrata in contemporanea con Eva Herzigova e il paragone è stato piuttosto imbarazzante. Io trotterellavo spingendo un pesantissimo valigione (tra l'altro non mio! Continuare a leggere per capire il perchè...), avevo la cinghia della borsetta che mi strappava i capelli e la sciarpa tutta di traverso; lei attraversava l'atrio a passo sicuro con un Borsalino perfettamente sulle ventitrè seguita da un facchino piegato sotto il peso dei bagagli e da una signora che spingeva il passeggino col bimbo. Mi è passata di fianco: le arrivo sotto la spalla! 
Vabbè....
Appena atterrati a Lisbona abbiamo ritirato il nostro potente automezzo, una minuscola Peugeot 107, talmente piccola che sembra un portachiavi uscito dall'uovo di Pasqua. Credo abbia qualche problema di stabilità perchè il tizio che ce l'ha consegnata (che aveva molta fretta essendo in ritardo di un quarto d'ora) è riuscito a sollevare due ruote da terra nel prendere l'ultima curva a tutta velocità. Altro che test dell'alce! Un altro cliente che aspettava l'auto come noi non solo si è spaventato ma si è anche buttato di lato gridando nel vedersi venire incontro la nostra Micromachine in bilico sul fianco destro. Tra parentesi, solo oggi mi sono accorta che ha cinque porte!
Caricato il bolide ho dovuto viaggiare praticamente con le ginocchia in bocca per lasciare lo spazio dietro alla Valigia delle Provviste. Sì! Valigia delle Provviste! Questo è il bagaglio non mio che stavo spingendo in aeroporto. A Brescia, infatti, si è diffusa la falsa credenza che a Coimbra non esistano viveri quindi chiunque parta per andare a trovare mio fratello o uno dei suoi due coinquilini deve portare con sè come minimo un salame. Siccome noi potevamo portare fino a 20 Kg a testa, le donne della famiglia hanno potuto sbizzarrirsi: ben 4 salami, cioccolata, biscotti, cantuccini fatti in casa, 'nduja, marron glace (che Franci non mangia nemmeno in Italia:-D), parmigiano.
Comunque.... grazie al TomTom siamo arrivati ad Alcobaca piuttosto facilmente. Ci siamo visitati il Monastero cistercense soffermandoci in particolar modo sulle tombe del re Dom Pedro e della regina Ines do Castro e sulla incredibile cucina del convento (definita "il maggior tempio all'ingordigia di tutta l'Europa").


Nonostante il tempo non fosse dei migliori, abbiamo deciso di fare un'altra tappa prima di rimetterci sulla strada per Coimbra. Come Alcobaca, anche il Monastero di Batalha è stato costruito in seguito ad un voto fatto in battaglia da Dom Joao d'Avis, che con 6500 soldati portoghesi riuscì a sconfiggere le numerosissime truppe spagnole di Juan I di Castiglia.
Di questa costruzione, la parte che mi ha più colpito sono senza dubbio le Capelas Imperfeitas, volute da Dom Duarte ma mai finite in seguito alla perdita di interesse (leggi $$$) dopo la morte del committente.


Terminata la visita ci siamo nuovamente affidati all'impeccabile navigatore satellitare per raggiungere finalmente "la Oxford del Portogallo", peccato che stavolta il TomTom non abbia capito che se una strada è più stretta delle dimensioni di una macchina, la macchina NON può passare. A poche decine di metri dalla destinazione abbiamo seguito la voce suadente dello speaker che col suo "Girare a destra poi ARRIVO!" ci ha spinti in un budello con pendenza 40% che andava rimpicciolendosi vieppiù. Avevo le lenti a contatto secche da tanto mi si erano sbarrati gli occhi: la macchina si è spenta un paio di volte, non potevamo aprire le portiere per scappare urlando e vi assicuro che fare una partenza in salita a quelle pendenze e con quel trabiccolino sovraccarico non era assolutamente cosa facile.
Quando finalmente siamo arrivati ad un minislargo ho ricominciato a respirare e a battere le palpebre; poi piano piano il sangue ha ricominciato a fluirci al cervello e abbiamo pensato bene di chiamare il fratello in nostro soccorso: quando gli abbiamo spiegato dove ci eravamo arenati non ci voleva credere :-D


Fortunatamente dopo aver alleggerito la macchina dei bagagli pesanti (io e la Valigia delle Provviste) e con Francesco a fargli da "sensore di parcheggio", Paolo è riuscito miracolosamente a fare inversione e tutto si è risolto.
Dopo i consueti convenevoli e l'apertura festosa della Valigia della Cuccagna abbiamo preso possesso del nostro miniappartamento, sito al piano di sotto rispetto a quello di mio fratello. Giusto il tempo di lavarsi la faccia e subito ci siamo immersi nella "vita da Erasmus": Franci ci ha convinti ad unirci ad una cena giù in centro coi suoi amici, che sembrano piuttosto simpatici. La stanchezza e l'età avanzata hanno però avuto la meglio e prima della sobremesa (dolce) abbiamo dovuto accomiatarci per non cadere addormentati sul tavolo.

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