18 maggio 2009

Lisbon story - Last events

Caspita, ridendo e scherzando è passato più di un mese e non ho più scritto una riga: speriamo che la memoria mi assista in questo resoconto "postumo".
Dopo aver salutato Franci abbiamo puntato verso la capitale - o meglio - verso il sobborgo di Belèm, dove ci attendeva una confortevole camera con vista sul Monastero alla Pensao Setubalense (vecchia conoscenza di Paolo). 

Scaricati i bagagli, abbiamo riconsegnato la microvettura e con l'autobus ci siamo diretti in centro città. Il cielo plumbeo e la pioggerellina a tratti non ci hanno impedito di visitare i luoghi più significativi: il bellissimo Convento do Carmo, edificio su cui sono chiaramente visibili i segni del terremoto del 1755, l' Elevador de Santa Justa, il Castelo de São Jorge e il quartiere dell'Alfama, le piazze principali e alcuni quartieri caratteristici.




Un episodio però ha funestato tutta la giornata, chiudendomi lo stomaco per ore: mentre eravamo accomodati a smangiucchiare alcuni salgadinhos in un bar lungo la salita al castello, sul muro di fronte a me si è materializzato un enorme scarafaggio, proveniente dalle cucine. Si è fatto un giretto sulla parete di piastrelle bianche e poi è ritornato da dove è venuto senza che nessuno, a parte noi due, lo notasse. Non vi dico con che spirito ho finito il mio pranzo..... e non vi dico quanto baccano ho fatto quando a distanza di dieci minuti l'orrendo essere è ricomparso indisturbato e impunito di fronte a me. Mi sono alzata sbottando "E' tornato!", con lo stomaco non più grande di una pallina da ping pong: il rumore, per fortuna, ha attirato l'attenzione  dei sonnacchiosi camerieri sull'oggetto della mia repulsione.  Non è finita bene.
Nel tardo pomeriggio siamo ritornati a passeggiare per Belèm prima di infilarci a cena (stremati dalla fame visto che dopo l'increscioso fatto non abbiamo più toccato nemmeno una briciola) nel ristorante "Caseiro", ubicato di fronte alla Pensao. Fortunatamente la cena squisita mi ha fatto rivalutare la cucina lisbonese :-D
La mattina dopo ci siamo fatti la madre di tutte le colazioni: siamo stati alla sorgente primigenia dei pasteis, l' antica Pasteleria di Belèm  (desde 1837). Senza dubbio sono stati i migliori pasteis del viaggio: non troppo dolci nè troppo cremosi, croccanti sotto, caldi. In questo posto i pasteis vengono sfornati con una frequenza incredibile: in qualunque momento della giornata si vada, si ha la certezza di mangiare dolcetti appena usciti dal forno. In più, insieme al pastel, vengono fornite anche una bustina di zucchero a velo e una di cannella, per aromatizzare o addolcire la crema secondo il proprio gusto.  Credo che se abitassi nei paraggi la cosa sarebbe proprio problematica...... ne avrei mangiati una decina!!

Dopo colazione abbiamo raggiunto (sotto un acquazzone pernicioso) la Torre di Belem, costruzione che ricorda la torre degli scacchi da cui partì Vasco de Gama. 
Miracolo! Al nostro arrivo il cielo si è aperto e - udite udite - un raggio di sole ci ha fatto la grazia!!!

Dopo le foto di rito (dicono sia il monumento più fotografato della città) abbiamo tentato di entrare a visitare il chiostro del Monastero dei Geronimiti ma una coda lunghissima alle casse unita ad un personale poco efficiente nello smaltimento della stessa ci ha fatto desistere. 

Ma è possibile? Su due visite a Lisbona non sono mai riuscita ad entrare! Per lo meno stavolta sono riuscita a visitare la Chiesa, contenente le spoglie di alcuni portoghesi illustri (Vasco de Gama e il poeta navigatore Luís de Camões) e caratterizzata da una magnifica copertura che mi ha ricordato la tela di un ragno. La visita purtroppo è stata assai breve perchè di lì a poco abbiamo preso il taxi che ci ha riportati in aeroporto.
Vediamo se la prossima volta riuscirò ad entrare dentro 'sto benedetto chiostro!!

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