23 maggio 2009

Sommossa -updated!-





.... il nostro corrispondente non ha ancora inviato l'articolo .... Questa è la situazione dopo il suicidio odierno dell'ex Presidente Roh Moo-Hyun [Nota dell'Editore].

24 Maggio
E' arrivato l'articolo, ricevo e pubblico :-D

Dall’inviato freelance L.F.

Queste poche righe sono scritte mentre mi allontano da Seoul a bordo di un mezzo di fortuna messomi a disposizione dall’ambasciata del Burkina Faso di cui conosco da molto tempo il Presidente. La giornata di ieri non è stata facile per il popolo coreano. Dopo il dubbio suicidio del presidente la capitale è precipitata in uno stato di totale confusione scatenata dalla dura repressione del regime militare qui al potere. La notizia del suicidio è stata diffusa sabato verso le 11 di mattina. Era possibile fin da subito vedere capannelli di gente davanti ai video della metropolitana che diffondevano in continuazione appelli alla calma e invitavano la popolazione a limitare gli spostamenti. In quel momento mi trovavo nella parte povera della città alla ricerca di cibo organico coltivato a mano. La povera gente era in lacrime e già si vedevano i primi segni di protesta dati, per esempio, dalla chiusura dei negozi e dal rifiuto di vendere merce ai poliziotti.

Tornato in albergo, mi sono reso conto che la Seoul Plaza era completamente blindata. Più di un centinaio di autobus della polizia stazionavano lungo il bordo della piazza e delle zone limitrofe bloccandone completamente l’accesso pedonale. Oltre 5000 poliziotti hanno preso il controllo della zona, confinando i manifestanti in un piccolo angolo della piazza. Probabilmente aspettavano il momento più propizio per agire lontano dall’attenzione internazionale e dalle telecamere. L’assedio è continuato per tutto il giorno e anche tutta la notte.

Le attività commerciali della zona (che include uno dei più grandi centri commerciali e alcuni dei mercati turistici maggiori) sono state chiuse e il mega concerto degli U2 previsto nella piazza per la serata è stato annullato.

La notte è passata tranquilla con gli ospiti dell’albergo non autorizzati ad uscire. I corridoi dei piani dal 22 al 27, normalmente riservati agli stranieri, sono stati piantonati dalla polizia fino al mattino. Due volte durante la notte sono stato contattato dal front desk per controllare che fossi in camera: probabilmente come giornalista scomodo ero un sorvegliato speciale.

Stamattina dalla finestra era possibile vedere il risultato del lavoro certosino della polizia: i manifestanti erano tutti allineati immobili al centro dello spiazzo a loro “riservato”. Anche se non mi è stato possibile vedere chiaramente, alcune fonti mi hanno riferito che con estrema violenza la polizia a provveduto a eliminare ogni oppositore. Alcuni riferiscono anche di episodi di cannibalismo da parte delle cosiddette forze dell’ordine ai danni dei manifestanti inermi, questi atti in Corea hanno spesso scopo intimidatorio e fanno parte del repertorio di atrocità che il governo dittatoriale usa frequentemente.

Sono in vista dell’aeroporto, speriamo di superare il controllo e che non ci sparino addosso.


Cari lettori,

nel presentarvi il resoconto dell’inviato Libero Feltrinelli vi informiamo che il contenuto di tale articolo è correntemente oggetto di investigazione da parte dello staff del giornale. Infatti sembra che il giornalista, reduce da 8 anni come inviato in Iraq, soffra di scompensi schizzo-paranoici e che la sua dichiarata militanza di sinistra spesso lo renda non obiettivo.

Per questo motivo desideriamo anche farvi sapere che il nostro inviato P. non riferisce scontri e sommosse ma solo di parecchia polizia in giro per Seoul. Le attività dei poliziotti sono pacifiche e si limitano a comprare gelati e biscotti da mangiare comodamente seduti sugli scudi o sugli elmetti. Si segnalano anche gruppi ordinati di poliziotti alle toilette pubbliche e all’ombra degli edifici principali. Turisti e popolazione non sembrano correre alcun pericolo.

La redazione


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