New York Part III: come è a tutti voi noto, sono un gran rompiballe e quindi non potevo non obbligare tutta la combriccola (per fortuna compiacente) a sorbirsi un po’ di Storia dell’Architettura Contemporanea...con l’ormai familiare Subway siamo scesi nell’Uppertown e, dopo una colazione in un bar molto cool e ricercato (ma non “speciàle” Franco said!) dove ho mangiato otto diversi tipi di pane imburrato con marmellata (non semplice marmellata, bensì “ORGANIC” !), abbiamo camminato sulla 5° Avenue fino a quando non è apparso davanti ai nostri occhi lui, il Guggenheim Museum di Frank L.Wright.
Purtroppo l’esterno è in rifacimento ma comunque l’interno è veramente spettacolare ed innovativo, soprattutto se pensiamo che l’edificio è stato inaugurato nel 1959.
Abbiamo avuto la fortuna di vedere una mostra molto interessante organizzata per il trentesimo anno di attività di Zaha Hadid, una architetto tra i più famosi al mondo; inoltre en passant abbiamo dato un’occhiata alle collezioni permanenti dove trovano posto quadri di Picasso, Manet, Gaugin, Kandinskij e altri ancora.
Dopo una camminata per Central Park, costeggiando il più grande dei due laghi all’interno del parco, sempre accompagnati dagli innumerevoli scoiattoli (ormai non ci facciamo nemmeno più caso...sono a frotte!), siamo tornati verso Downtown dove abbiamo finalmente visto il Flatiron Building (forse non vi dirà niente, ma è uno dei più vecchi grattacieli e ha una forma particolarissima a ferro da stiro!).
Anche qui l’unico coraggioso del pranzo sono stato io...un Hot Pastrami (trattasi di un salume molto usato a NYC, fatto con carne di vitello...insomma...una specie di roast beef !) mi ha decisamente saziato.
Abbiamo camminato veramente a lungo tanto che le gambe non rispondevano più agli impulsi del cervello e, di isolato in isolato, ripassando per Chinatown (con sosta all’ufficio postale...qui comprare dei semplici francobolli può rivelarsi un’epopea!), siamo arrivati fino al Brooklyn Bridge.
A questo punto abbiamo dovuto dire “GOODBYE” alla Grande Mela...
PS: il “goodbye” non è casuale, tre giorni per vedere la città sono veramente troppo pochi perchè le cose da vedere sono innumerevoli e le distanze molto più ampie di quello che siamo abituati a conoscere...NYC è veramente un mondo a parte!
1 commento:
Ma Cecco..come le gambe non rispondevano più agl'impulsi del cervello..ma se ci siamo allenati con lunghe passeggiate sul bagnasciuga di Pescara ammirando il panorama.. =oD
gotto
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