24 agosto 2006

N.Y.C. - Part I

E’ un po’ difficile riassumere le meraviglie viste e il groviglio di sensazioni provate in questi tre giorni newyorkesi, ma ci proveremo.

Siamo partiti Sabato da Schenectady con l’ auto rigonfia delle attrezzature per il camping e le vivande da arrostire sulla griglia; dopo circa 4 estenuanti ore di auto all’ improvviso una visione: l’ inconfondibile skyline ci ha emozionati anche se avvolta in una nebbiolina distante.

Abbiamo infine raggiunto Long Island, zona di residenza e sollazzo dei ricconi, dove ci siamo ancorati al campeggio “Nickerson”. E’ seguita l’opera dei due Ing. (geotecnico e edil-architettonico) per la messa in opera delle fondazioni della tenda :-) In mezz’ora tutto fatto! Rapido giretto in spiaggia, unica consolazione visto che la nostra casa temporanea era lontanisssssssssssima dai bagni (momentaneamente sprovvisti di acqua calda). Questi americani sono proprio strani: hanno una spiaggia bellissima e neppure uno stabilimento balneare! Sarebbe il business del futuro quaggiù (capito Paolo?)! L’acqua è ovviamente ghiacciata e più che i piedi non abbiamo osato bagnarci altro. Affamati, ci siamo spinti al SUPERmarket per acquistare gli ultimi ritrovati dell’ organic food. Già ci stavamo leccando i baffi guardando i nostri succulenti hamburger sulla griglia quando......... ha iniziato a piovere :-( Il primo Bar&Grill ci ha rifocillati grazie alle alette di pollo fritte di Buffalo (piccantissime!) e agli hamburger di dimensioni epiche. Ho anche iniziato a bere la birra :-) [Ndr].

La prima notte in tenda si è conclusa alle 5 del mattino (io e Franci eravamo in fregola per vedere la città.....): pronti e lavati in auto alle 6, alla metro prima delle 7, a NYC alle 8,20!
L’ impatto con la città è stato davvero emozionante: con la metro siamo sbucati proprio di fronte a Ground Zero, unico spazio della city dove regna un silenzio irreale.


Qualche giretto nei dintorni e poi via verso il traghetto che ci ha portati a Liberty Island a vedere la Statua della Libertà e a Ellis Island. Qui abbiamo visitato il Museo dell’ Immigrazione per cercare notizie del trisavolo Francesco.......

Tornati sulla terraferma abbiamo passeggiato Downtown per le vie di Chinatown e...... Little Italy!! Qui è tutto un caos: gente, auto, taxi, ristoranti, negozi, odori, suoni si mescolano in un mix incredibile e affascinante. Pranzo al ristorante Puglia (una gustosa pizza) e dessert al Caffè Ferrara (caffè e sfogliatella fresca) dove abbiamo incontrato due loschi pugliesi che parlavano un buffissimo incrocio di dialetto e americano.

Verso le tre e mezzo siamo ripartiti alla volta del campeggio stremati dal calore e dai kilometri macinati, per concludere la serata sotto un diluvio battente (giusto dopo aver gustato gli hamburger di Franco).

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non è vero.. Non siete stati a Liberty Island.. Non siete ai piedi della Statua della Libertà qui.. In realtà è un fotomontaggio...

gotto

Anonimo ha detto...

Contrariamente al Gotto noi ci
crediamo che siete in America, abbiamo visto i biglietti e anche Franco alla Webcam.Auguri per inuovi scenari che si apriranno ai vostri occhi!Saluti agli ospiti
Papà e mamma

Anonimo ha detto...

Ciao ragazzi sono a cena dai vostri parents ho letto il vostro diario e subito mi è sembrato di essere lì con voi ricordando quegli splendidi giorni in cui ho avuto la fortuna di vivere la vosta esperienza godetevela! Devo dire che vi invidio non poco ma sono contenta per voi. Vostro padre mi ha dato l'indirizzo web così sbircerò i vostri spostamenti intanto vi mando un bacione anche da parte di Adolfo divertitevi anche per noi poveri pescaresi!