01 settembre 2006

Ad ognuno il suo animale :-)


Stasera siamo stravolti e probabilmente il blog ne risentirà: stiamo crollando di sonno!!!
Come al solito, bellissima giornata: si è aperta con frugale colazione sul deck dell' albergo, seduti sulle sdraio - in pieno sole - mentre Franco pescava. Stamattina sono scesa lungo la battigia per cercare qualche conchiglia ma pare che qui siano mastodontiche anche quelle....
Alle 10 partenza per Boston: il mare sembrava calmo ma il rock&roll sulla nave inizialmente ci ha fatto pentire dei nostri sogni di indipendenza; appena avvistata la terraferma, dopo un' ora e mezza di tensione (:-D!), le nostre paure sono svanite e Boston ci ha accolti.
Nelle quattro ore a zonzo per la città abbiamo fatto in modo di vedere il più possibile perciò, subito sbarcati, siamo schizzati al verso il Faneuil Hall e il Quincy Market, cuore della parte più antica di Boston. La filosofia spiccia di Francesco è che a pancia piena si ragiona meglio, perciò nel Quincy Market ciascuno di noi ha scelto il proprio animale: aragosta per Franci, pollo per me! Abbiamo pranzato nella sala centrale della struttura, insieme ad una miriade di persone che assaggiava i cibi più disparati, acquistabili nei locali multietnici all' interno del mercato. Ristorati, abbiamo seguito un pezzo della Freedom Trail, un percorso tracciato per le vie della città indicato da una linea rossa sui marciapiedi, che permette di toccare i monumenti più importanti della storia dell' Indipendenza americana. Abbiamo così raggiunto il luogo del massacro di Boston, la Old State House, il Boston Common e il Boston Public Garden (con la statua a cavallo di George Washington), la State House, Newbury Street e Commonwealth Avenue. Una nota di colore è la presenza sparsa per tutta la città di statue di mucche colorate di cui, per ora, ignoriamo la ragione anche se Franci aveva già visto una cosa simile a Stoccolma.
Io ho eletto come 'mio' animale la mucca mentre Franci ha preferito l' asinello che lotta caparbio nel giardino della Old State House. Un ultimo giretto per avere un quadro d' insieme della città, la prima che incontriamo con una conformazione europeggiante (gli isolati non sono squadrati e tutte le vie hanno un nome) e poi via verso il Pier4. Sulla via del ritorno siamo entrati a curiosare nell' International Place, un grattacielo alle porte della città, dove abbiamo assistito a scene di lusso sfrenato: pavimenti a specchio, sicurezza e facchini ovunque, colonne di marmo ma soprattutto............... una fontana-cupola-finestra di vetro dalla quale zampillava l' acqua da 15 metri d' altezza creando l' effetto della pioggia!!! Assurdo!
Dopo i chilometri macinati adesso siamo davvero stanchi ma felici di aver visto una bella città e di avercela fatta da soli grazie al nostro rafforzato inglese :-)
Yawn...... buonanotte a tutti....... ronf ronf ronf

3 commenti:

Anonimo ha detto...

A proposito delle statue degli animali... sto vedendo cose "turche" e invece sono americane.

Anonimo ha detto...

Aragoste sì...ma very cheap(non sono una rarità nel New England)!...qui ci sono anche altri molluschi che da noi non esistono tipo gli "scalopps"!
cmq gli arrosticini sono nel mio cuore e non si toccano!

Anonimo ha detto...

ah nel cuore,Cecco,gli arrosticini..?? pensavo nello stomaco...
Arrosticin now.... =oD

gotto