Siamo poi ripartiti alla volta del Castello di Issogne, che purtroppo era chiuso a cavallo della pausa pranzo: per consolarci, vedendo spuntare un filo di fumo da un ristorante poco distante, ci siamo fiondati “alla cieca” speranzosi di poter assaggiare qualche specialità locale. Devo dire che siamo stati ben ripagati: la zuppa di Paolo era davvero squisita e la mia torta di mele meringata pure.
Poco dopo le tre siamo ritornati al castello per sentirci dire che la successiva visita guidata non sarebbe partita prima delle quattro e mezza...... Ci siamo sentiti un po' presi per i fondelli perché ovunque c'erano cartelli che avvisavano di una visita ogni mezz'ora; mi spiace perché ho letto che l'interno è molto bello e ben tenuto.
In macchina abbiamo quindi raggiunto il castello di Verres (che sta esattamente di fronte a quello di Issogne) e siamo entrati con la guida appena arrivati sul posto (tiè!). La roccaforte, costruita nel XIV secolo, dopo oltre due secoli di abbandono è stata ristrutturata a partire dai primi del Novecento ed attualmente è aperta al pubblico (è Patrimonio Nazionale). In particolari occasioni viene anche utilizzata per eventi mondani come il Carnevale storico. La particolarità del castello è che abbonda di astuzie per evitare intrusioni ed assalti nemici... e – chiaramente - non è mai stato assaltato :-D Altra cosa curiosa è la presenza di archi decorativi moreschi, il cui utilizzo risulta quantomeno strano.
Alle cinque e mezza eravamo già al B&B, desiderosi di una doccia calda che ci rianimasse un po': il sole era caldo ma l'aria aperta e il viaggio ci avevano spossati :-P
Per inciso, il B&B è davvero molto carino, curatissimo e comodo; inoltre, cosa da non sottovalutare, la colazione è davvero “homemade”. Consigliabilissimo, insomma!
Ecco una foto della facciata:
Quello che vi sconsigliamo invece è il ristorante (Les Caves) dove abbiamo cenato: a fronte della stessa spesa del pranzo abbiamo mangiato decisamente peggio e in un ambiente meno accogliente. Se l'avessi saputo, mi sarei strafogata a pranzo..... avevo captato la presenza di una “Bavarese alla birra” che ancora non mi perdono di essermi fatta scappare :-D
Comunque.... quantomeno a cena abbiamo assaggiato la fonduta valdostana.
L'indomani, sulla rotta per Losanna, ci siamo fermati al castello di Fenis: oh! Mai una volta che io riesca a visitarlo! Però già da fuori è un vero spettacolo....
Dopo questa breve sosta, pianin pianino siamo saliti ad alta quota: qui pubblico la prova che “La Rossa” (la mia auto – ora ribattezzata “La Poderosa”) seppur continuamente sbeffeggiata per le sue forme pagnocchinose e per le sue portiere intemperanti, si è fatta senza fiatare il Gran San Bernardo.
Il viaggio è stato piacevole, l'impatto con l'albergo molto meno: una cosa trashissima tra l'obsoleto inizio anni '70, la baita di montagna e il motel di Psycho. Per fortuna ci siamo trattenuti il minimo indispensabile: i nostri amici già ci aspettavano quindi, lasciato in camera il bagaglio, siamo usciti per un giro in città. La città è piccina e la si gira in un paio d'ore ma le operazioni si sono dilungate a causa di una nevicata coi fiocchi (è proprio il caso di dirlo :-) ) che in un paio di occasioni ci ha costretti a ripiegare in patisserie.
Qui ci sono i tre superingegneri che spremono le meningi per capire come raggiungere la torre, unica traccia delle antiche mura che racchiudevano l'abitato nell'antichità. La cartina è al contrario.
Scherzo :-D
Per la cena Koji (from Tokyo) aveva espresso il desiderio di assaggiare la Fondue Burguignonne (che è uguale allo Shabu-shabu giapponese :-D) quindi abbiamo localizzato un ristorante con qualcosa di simile in carta, fortunatamente ad un passo dall'albergo. La cosa particolare è che la Fondue non era fatta col brodo ma col vino (Fondue Vigneronne) e le spezie, davvero buona!
L'indomani, mentre gli altri partecipavano al Meeting, io e Paolo ci siamo fatti un giro a Ginevra sotto la neve. Bella! Sembra una capitale europea: ampi spazi ed edifici imponenti; purtroppo il freddo era quasi insopportabile per la mia pelle ipersensibile nonostante cappello, sciarpa e guanti.
Nel pomeriggio siamo tornati a Losanna a ritirare il collega di Paolo all'EPFL. Cavoli! Con una sede così ricomincerei a studiare da capo, e volentieri anche! Mentre aspettavo i due cervelloni mi sono fermata a guardare i prototipi messi a punto dal gruppo di robotica ispirata alla natura (Biologically Inspired Robotics Group): il robot-salamandra in particolare è davvero notevole. Verso le cinque siamo ripartiti per tornare nella madrepatria ma l'imperversare delle condizioni climatiche avverse ci ha convinti a passare dal San Gottardo. Non che lì la situazione fosse migliore: Paolo è dovuto scendere a montare le calze da neve un paio di volte (che paura!Gli ho fatto indossare anche la casacca catarifrangente) e siamo riusciti a passare il confine alle undici passate...
Ma la Rossa ha retto! E così all'una circa siamo riusciti a guadagnarci il letto (caldo e asciutto!).
Alla prossima
cmdd
2 commenti:
Avevo individuato la presenza di un japponico, Kojii san abita dalle parti vostre?
Bel viaggetto, nonostante il freddo, e belle anche le foto.
Un caloroso saluto alla "Rossa"
Ciao carissima!
Koji è il vero motivo del nostro giro in Svizzera. E' un collega/amico di mio marito che vive a Tokyo (a Shinjuku, credo). Non si vedevano da circa tre anni e quindi abbiamo approfittato della sua presenza al convegno per andare a salutarlo. Quando siamo stati in Giappone lui era via per lavoro.....
Mi è parso divertito quando gli ho spiegato il mio amore per la cucina giapponese e la mia venerazione per soba e matcha :-D
La Rossa ti ringrazia accendendo le quattro frecce :-)
Alla prossima!
Chiara
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